Nostalgia del sud: artisti tedeschi in Italia ad Ascona

Conosci il paese dove fioriscono i limoni? La domanda di Goethe, che apre il celebre Lied der Mignon, è la chiave d'accesso più immediata alla mostra che il Museo Castello San Materno di Ascona, in Svizzera, ospita dal 26 aprile al 26 agosto 2026. Si intitola Nostalgia del sud. Artisti tedeschi in Italia 1865-1915 ed è dedicata alla generazione di artisti di area germanofona che, in quel mezzo secolo a cavallo tra Ottocento e Novecento, scelse il Belpaese come meta privilegiata di studio, di lavoro o anche solo di breve soggiorno.

L'esposizione, curata da Harald Fiebig e realizzata con il sostegno della Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten, presenta quaranta opere — tra dipinti, incisioni, disegni e sculture — di quattordici autori, da Oswald Achenbach a Otto Greiner, da Max Klinger a Sigmund Lipinsky, fino a Ludwig Passini. Tutte le opere provengono da un'importante collezione privata tedesca e vengono presentate per la prima volta al pubblico.

Quaranta opere mai viste, da una collezione privata tedesca

Il primo elemento che caratterizza la mostra è proprio la natura del corpus esposto. Le quaranta opere selezionate non provengono da grandi musei pubblici ma da un fondo privato finora rimasto fuori dal circuito espositivo. La rassegna restituisce così la varietà di stili e di soggetti di una generazione di autori che scelse di percorrere una strada autonoma, sospesa tra tradizione accademica e nuovi orizzonti figurativi.

I supporti esposti coprono il ventaglio delle tecniche praticate dagli artisti di area germanofona dell'epoca: pittura, grafica, disegno e scultura. Una composizione che permette di leggere insieme l'approccio dei maestri ai medesimi temi attraverso strumenti diversi e, allo stesso tempo, di osservare come ciascuna tecnica reagisca al contatto con la cultura visiva italiana.

Il fascino dell'Italia tra fine Ottocento e prima guerra mondiale

Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, il Belpaese si affermò come una meta privilegiata e una fonte inesauribile di ispirazione, nonché come un vivace crocevia di scambi culturali. In particolare, gli artisti furono attratti dalla straordinaria ricchezza del patrimonio artistico e architettonico italiano — dall'antichità al barocco — oltre che dai paesaggi e dalla luce mediterranea.

Allo stesso tempo, la vita semplice e autentica delle comunità locali appariva come un'alternativa alle trasformazioni dell'industrializzazione e alle tensioni politiche che attraversavano l'Europa a nord delle Alpi. Lontani dalle Accademie di belle arti dei loro paesi d'origine, questi artisti trovarono durante il loro soggiorno in Italia un contesto più libero in cui sperimentare temi, linguaggi e tecniche inedite. Allo stesso tempo, poterono inserirsi attivamente nella scena creativa italiana, intrecciando relazioni con colleghi, mecenati e collezionisti e partecipando alle principali esposizioni locali.

Il classicismo rivisitato: Greiner, Lipinsky e Hirémy-Hirschl

La rassegna riunisce opere di maestri come i pittori e incisori Otto Greiner e Sigmund Lipinsky, insieme al pittore ungherese Adolf Hirémy-Hirschl. Tre artisti accomunati dalla scelta di rielaborare in chiave moderna temi antichi e ideali classici: una posizione che si gioca sul filo sottile tra recupero della tradizione e rilettura contemporanea, e che trova in Italia — patria del classico per definizione — un terreno particolarmente fertile.

I paesaggisti: Achenbach e Passini, da Venezia al Golfo di Napoli

Accanto ai maestri del classicismo figurano anche due voci centrali della grande tradizione paesaggistica europea. La prima è quella di Oswald Achenbach, tra i principali paesaggisti della scuola di Düsseldorf; la seconda è quella dell'acquerellista austriaco Ludwig Passini.

Entrambi affascinati dai paesaggi e dalle città italiane, costruirono nel corso dei loro viaggi un vero e proprio atlante visivo del Belpaese: da Venezia a Roma, fino al Golfo di Napoli. Una galleria di luoghi che, all'epoca, costituivano altrettante tappe canoniche del viaggio in Italia degli artisti stranieri.

Viaggi brevi, tracce indelebili: von Werner, Menzel e Gaul

Una parte della mostra è dedicata a quei viaggi in Italia che, pur essendo stati brevi, hanno lasciato segni profondi nell'opera dei loro protagonisti. È il caso di tre artisti di primissimo piano della scena tedesca: Anton von Werner, un esponente di spicco tra i pittori tedeschi di storia; Adolph von Menzel, pittore e illustratore noto per il suo preciso realismo; e lo scultore August Gaul, il più importante autore in Germania dell'arte scultorea dedicata agli animali.

Le opere esposte testimoniano la profonda attrazione che l'Italia e la sua cultura esercitarono anche su chi vi trascorse solo soggiorni di studio: una conferma del fatto che, in quegli anni, bastava un viaggio per orientare in modo nuovo un'intera ricerca artistica.

Il catalogo e i contributi critici

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato dalla casa editrice Wienand Verlag di Colonia, curato da Harald Fiebig e Ilse Ruch per conto della Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten. Il volume raccoglie testi di Emanuele Bardazzi, Manuel Carrera, Sarah Kinzel, Alexander Kunkel, Susanne Scherrer e Julia Tietz: un parterre di studiosi che permette di leggere l'argomento da prospettive diverse e di costruire un quadro critico approfondito.

Informazioni utili per la visita

Mostra: Nostalgia del sud. Artisti tedeschi in Italia 1865-1915

Sede: Museo Castello San Materno, via Losone 10, Ascona (Svizzera)

Periodo: dal 26 aprile al 26 agosto 2026

Orari:

  • da giovedì a sabato: 10.00 – 12.00 e 14.00 – 17.00
  • domenica e festivi: 14.00 – 16.00

Ingresso:

  • intero: 10 franchi svizzeri
  • ridotto: 7 franchi svizzeri

A cura di: Harald Fiebig

Informazioni: tel. +41 91 759 81 60 / 759 81 40 – museosanmaterno@ascona.ch

Sito ufficiale: www.museoascona.ch

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